I personaggi

Sono presentati in questa sezione brevi profili biografici di alcuni personaggi storici che hanno abitato o sono presi cura o in qualche modo hanno avuta a che fare con le regge reali lombarde.

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Francesco MELZI D’ERIL duca di Lodi (1753-1816)

a cura di Giorgio Federco Siboni

Figlio di Gaspare e Marianna Teresa d’Eril, nobildonna spagnola, Francesco Melzi nacque nel 1753 in una numerosa famiglia. L’antica e prestigiosa dinastia – aveva dato i natali nel XV secolo anche all’omonimo Francesco Melzi , erede di Leonardo da Vinci e suo fidato collaboratore – versava tuttavia all’epoca in una condizione economica estremamente precaria a motivo dei molti debiti di cui il conte Gaspare aveva caricato la famiglia. Fu grazie alla generosità di uno zio che il giovane Francesco poté seguire gli studi a Milano presso i gesuiti a Brera. Introdotto nella migliore società del suo tempo, parente e amico personale di influenti personalità della cultura e della politica (come il cognato Pietro Verri), il Melzi – dopo una giovinezza trascorsa studiando i migliori principi dell’illuminismo e viaggiando per l’Europa – accolse con favore nel 1796 l’arrivo delle truppe francesi guidate dal giovane generale Napoleone Bonaparte, divenendo con la nascita della Repubblica cisalpina, uno dei suoi esponenti più autorevoli e ascoltati.

Onesto e moderato, fu sempre fermo davanti alle lusinghe del potere e dei potenti, tanto da rifiutare nel 1802 la presidenza della neonata Repubblica italiana, di cui diverrà però vicepresidente per volontà dello stesso Napoleone che più tardi lo investirà del titolo di duca di Lodi. Nella veste di vicepresidente si impegnò direttamente e in prima persona ammodernando la gestione amministrativa dello Stato e avviando un’intensa stagione di opere pubbliche. A lui si deve fra l’altro nel 1803 il principio dei lavori di ripristino della Villa già arciducale di Monza, dopo il periodo di abbandono e gli usi impropri condotti dall’amministrazione appena precedente. Francesco Melzi d’Eril, che abiterà saltuariamente la Villa, le conferirà nuovamente l’originario ruolo di rappresentanza e affiderà anche all’architetto Luigi Canonica e al botanico Luigi Villoresi, entrambi responsabili della sistemazione del Parco di Monza, la creazione dello splendido giardino della sua casa di Bellagio, restaurata praticamente ex novo fra il 1808 e il 1810.

Dal 1805 però, con la nascita del Regno italico, il Melzi sempre più a disagio nel nuovo corso politico, si ritirò in pratica da ogni responsabilità politica e burocratica, conservando solo compiti onorifici. Francesco Melzi d’Eril morì nel gennaio del 1816, nel suo palazzo di Milano, quando ormai gli austriaci erano tornati in Lombardia. I giornali non riportarono la notizia per evitare dimostrazioni polemiche contro il nuovo governo. Poco dopo i suoi archivi privati vennero sigillati dalla polizia del governatore di Milano, che li sequestrò per portarli a Vienna, da dove tornarono, incompleti, solo dopo la Grande guerra.

Fonti archivistiche e bibliografiche essenziali

Archivio di Stato, Milano, Vicepresidenza della Repubblica italiana – Melzi (1802 - 1805) , bb. 61.

C. Capra , La carriera di un «uomo incomodo». I carteggi Melzi d’Eril, in «Nuova Rivista Storica», 52, 1-2, 1968, pp. 148-168.

I carteggi di Francesco Melzi d’Eril duca di Lodi. La Vice Presidenza della Repubblica Italiana , a cura di C. Zaghi , Milano, Museo del Risorgimento e Raccolte storiche del Comune di Milano, 1958-1966, 9 voll.

N. Del Bianco , Francesco Melzi d’Eril: la grande occasione perduta. Gli albori dell’indipendenza napoleonica, Milano, Corbaccio, 2002.

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